|
La
stagione natalizia può esser intesa non solamente nel senso
strettamente religioso legato alla nascita del Dio Cristiano, o
in quello puramente folcloristico legato ai festeggiamenti effettuati
nelle varie città come i "Presepi Viventi", ma
anche dal punto di vista culinario legato alle tipiche ricette isolane.
La fantasia popolare, unita allo sfarzo delle pietanze qui proposte
che molto spesso costituiscono un piatto unico grazie all'abbondanza
degli ingredienti usati ed all'elevata elaborazione della ricetta,
vanno a creare degli spettacoli unici non solo per il palato ma
anche per gli occhi.
Molto spesso le stesse ricette possono avere delle varianti locali,
ma la bontà del piatto è sempre assicurata.
IL
TIMBALLO DI RISO
o GALLINA RIPIENA
Il "timballo di riso" è un tipico primo piatto
natalizio della Sicilia orientale. Gli ingredienti sono:
- 600
grammi di riso vallone,
- una
gallina con le uova nonnate,
- 300
grammi di polpette di carne di vitello trita,
- 200
grammi di tuma,
- 150
grammi di pecorino col pepe stagionato grattugiato,
-
sei uova fresche,
- 150
grammi di caciocavallo di provola fresco,
- 150
grammi di cotenna di maiale,
- 200
grammi di salsiccia di maiale,
- quattro
pomodori pelati,
- 50
grammi di estratto di pomodoro,
- due
cipolle medie,
- due
gambi di sedano,
- un
trito di aglio e prezzemolo,
- 50
grammi di mollica di pane,
- 50
grammi di pan grattato,
- una
spruzzata di latte,
- burro
o strutto,
- olio
d'oliva, sale e pepe.
Una
prima fase della ricetta prevede la preparazione del brodo di gallina
insaporito con la cipolla, poco pomodoro, prezzemolo e sedano e
le polpette precedentemente preparate impastando la carne di vitello
- o di manzo - trita con uova, formaggio pecorino grattugiato, prezzemolo
e aglio tritato, mollica di pane ammorbidita nel latte, sale e pepe.
Quando
la gallina è ben cotta, la si toglie dal brodo, la si priva
di pelle ed ossa e la si divide in pezzettini che poi si conservano
insieme alle polpette lessate. Si filtra il brodo e lo si riporta
in ebollizione aggiungendo il sale. Qui si cuocerà il riso
al dente.
A
cottura ultimata, occorre mantecare il riso denso con il pecorino
grattugiato. Umettare una teglia con burro e pan grattato e stendere
il primo strato di riso che deve esser alto due centimetri.
Su
esso occorre stendere pezzetti di gallina, popettine, le uova nonnate
lesse e fettine di tuma. Si aggiunge un secondo strato di riso e
poi si le polpettine, salsiccia e pezzi di caciocavallo di provola;
se si vuole, prima della seconda fascia di ripieno si può
stendere un velo di ragù.
Si ricopre il tutto con un ulteriore strato di riso che sarà
a sua volta coperto con la "conza", una salsa di uova
battute, pecorino grattugiato, sale e pepe. La pietanza va infornata
e la cottura sarà ultimata quando il piatto avrà ottenuto
una crosta dorata e compatta.
LASAGNE
CACATE
Un altro piatto tipico del periodo natalizio, ed esattamente servito
per la fine dell'anno a Modica - Rg -, è costituito dalle
così chiamate "Lasagne cacate". Gli ingredienti
utilizzati sono:
- 500
grammi di farina bianca,
- 4
uova intere,
- 300
grammi di ragù (di concentrato di pomodoro, salsiccia e
cotenna di maiale),
- 250
grammi di ricotta fresca setacciata,
- 50
grammi di pecorino grattugiato,
- sale
e pepe.
La
farina va impastata con le uova intere ed un pizzico di sale sciolto
in acqua tiepida; la pasta così ottenuta va stesa sullo spianatoio
e tagliata in listarelle di tre-quattro centimetri di larghezza
da lessare in acqua moderatamente salata. Intanto si prepara il
ragù utilizzando un chilo e duecento grammi di carne di maiale
o di vitello, 300 grammi di estratto di pomodoro, 1 cipolla, 100
grammi di strutto, vino rosso e sale. La carne va legata con lo
spago e rosolata nello strutto finchè non raggiunge una perfetta
doratura.
La
carne va riposta da parte e nel grasso ottenuto durante la sua cottura
va soffritta la cipolla tritata. Al soffritto così ottenuto
va aggiunto l'estratto sciolto in poca acqua ed il tutto si lascia
amalgamare un pò.
Successivamente
si aggiunge un litro d'acqua circa e si aggiunge la carne. Il tutto
va cotto per circa due ore e mezza a fuoco lento aggiungendo, a
metà cottura, un bicchiere di vino rosso e sale. A fine cottura,
il pezzo di carne va separato dalla salsa così ottenuta.
In molti casi, tale ricetta prevede che la carne sia tagliata a
fette, condita con tale salsa e servita. In questo caso, il ragù
occorre per condire le lasagne. In effetti, una volta che le lasagne
sono state lessate, occorre immergerle nel tegame del ragù
e condite col formaggio, cosparse di ricotta ed insaporite con pepe
nero appena macinato.
IL
PASTICCIO DI SPINACI O BROCCOLI
Il "pastizzu" di spinaci o broccoli è il tipico
piatto della vigilia di Natale a Modica - Rg -.
Innanzitutto occorre preparare mezzo chilo di pasta, simile a quella
delle focacce. Gli ingredienti sono:
- la
farina di grano duro,
- lievito
di birra (mezzo cucchiaio per ogni 250 grammi di farina),
- acqua,
- sale
e olio d'oliva.
Versare
la farina in un ripiano in modo da creare una fontana, versarvi
nel centro il lievito con un pò d'acqua tiepida ed un pizzico
di sale. Impastare il tutto in modo da ottenere un impasto amalgamato
e morbido; durante la lavorazione, se occorre, si può aggiungere
dell'altra acqua.
Mentre
si impasta, occorre bucherellare la pasta con le dita in modo da
aggiungere l'olio e poi lavorare l'impasto fino al completo assorbimento
dell'olio stesso. Poi si stira la pasta fino a formare due sfoglie
rotonde dello spessore di un centimetro, una sfoglia più
grande per versarvi il ripieno ed una più piccola per ricoprire
il tutto.
Come
si è detto, il ripieno può esser a base di spinaci
o di broccoli.
Per
il primo caso occorrono:
- 800
grammi di spinaci freschi,
- capperi,
- pan
grattato,
- noci,
- uva
passa,
- olio
e sale.
Gli
spinaci vanno lavati abbondantemente e passati in tegame senza nessun
condimento in modo da fargli perdere il loro gusto amaro, poi vanno
aggiunti:
-
i capperi,
- il
pan grattato,
- le
noci e l'uva passa già precedentemente rosolati in olio
e condire il tutto con olio e sale.
Il
ripieno così ottenuto va riposto nella sfoglia più
grande precedentemente preparata ed il tutto va coperto con la seconda
sfoglia. Occorre far aderire bene le due sfoglie e arrotolare il
bordino. La superficie della pasta va unta con olio ed il pasticcio
può esser infornato in un forno ben caldo (da pane). Il piatto
è pronto quando avrà raggiunto un colore dorato.
Se
si utilizzano i broccoli per il ripieno, occorre, al solito, lavare
abbondantemente la verdura, lessarla e condirla con sale, aglio
tritato e olive nere snocciolate e procedere alla continuazione
della ricetta in base alle indicazioni già date.
IL
PASTICCIO DI NATALE
Per preparare il "Pasticcio di Natale" della città
di Noto - Sr - per una decina di persone occorrono:
- 600
grammi di pasta di grano tenero lievitata,
- 400
grammi di ragù di polpa magra di maiale,
- 400
grammi di pomodori,
- 1
cipolla,
- prezzemolo,
- 1/2
bicchiere di vino rosso vecchio,
- 400
grammi di maccheroni di casa - facoltativi -,
- 300
grammi di cime di broccoli lessate e soffritte,
- 1
limone,
- 250
grammi di ricotta,
- 100
grammi di piacentino grattugiato,
- olio
d'oliva,
- sale,
- pepe.
La pasta di pane va lavorata con olio e succo di limone e la si
stende in due dischi sottili. Uno di essi, avendo cura che i bordi
della pasta siano rialzati, va riposto in una teglia rotonda unta
d'olio e l'altro sarà conservato come copertura.
Per
ottenere il ripieno occorre soffriggere in un tegame contenente
dell'olio la cipolla tritata, il prezzemolo ed i pezzi di polpa
magra del maiale. Ad esso vanno aggiunti i pomodori nettati e spezzettati
per farne il ragù, mezzo bicchiere di vino vecchio, sale
e pepe. Le cime dei broccoli vanno lessati e saltati in padella
a parte. Si lessano e si scolano i maccheroni che vanno successivamente
conditi con il sugo, avendo precedentemente tritato la polpa di
maiale cotta.
Adagiare
i maccheroni ed il resto dell'impasto nel disco di pasta posto come
base nella teglia e su essi vanno riposti le cimette dei broccoli
soffritte, la ricotta e il formaggio grattugiato.
Al
ripieno così ottenuto va aggiunto sale, pepe e olio ed il
tutto va ricoperto con il secondo disco di pasta. Si devono far
combaciare i bordi delle due sfoglie e bucherellare il coperchio.
La
teglia va infornata e cotta finchè non ottiene un colore
dorato. L'ultima fase della ricetta prevede di umettare la copertura
del pasticcio con olio o sugna. Il piatto va servito caldo.
IMPANATA
Una variante del "pastizzu" è "l'impanata".
È un piatto tipico siciliano dovuto alla passata dominazione
spagnola, conosciuto in tutta l'isola con numerose varianti nel
ripieno.
Qui
viene proposta innanzitutto quella natalizia tipica della provincia
di Caltanissetta.
Mentre
la ricetta tradizionale preparata in questa provincia prevede, per
il ripieno, tocchetti di anguille in umido con broccoli "affucati",
cioè cotti in casseruola "affogati" in tre bicchieri
di vino rosso, quella tipica natalizia prevede un altro tipo di
ripieno.
La
base per quattro persone prevede l'uso di 500
grammi di pasta di pane livitata che deve esser spianata in modo
da formare tre sfoglie spesse. La prima verrà usata per foderare
una teglia oleata.
Il
ripieno si ricava utilizzando filetti di baccalà da infarinare
e friggere in olio bollente finchè non otterrà una
doratura omogenea. I filetti vanno conditi con una salsina precedentemente
preparata utilizzando pomodori maturi cotti alla griglia, spellati
e nettati dei semi, sfilacciati con una forchetta, salati, pepati
e cosparsi di aglio tagliuzzato, origano e olio.
I
filetti e la salsa rossa così ottenuta vanno mescolati insieme.
Una
prima parte di questo ripieno va posto nella prima sfoglia di pasta
di pane riposta nella teglia; si inserisce una seconda sfoglia di
pasta di pane sulla quale inserire il rimanente ripieno. Dopo si
inserisce l'ultima sfoglia di pane. L'impanata va cotta in forno
caldo per circa mezz'ora e servita.
IMPANATA
JONICA
Una
variante di questa ricetta è "l'impanata jonica"
conosciuta nei vari paesi sparsi lungo la costa jonica. Il procedimento
di preparazione è simile, unica variante è il ripieno,
stavolta preparato con salsiccia di maiale aromatizzata con semi
di finocchietto selvatico e sbriciolata, fettine di tuma, erba cipollina
e olive nere snocciolate.
IMPANATA
AL PESCE SPADA
Un'ulteriore variante dell'impanata è quella conosciuta a
Giardini Naxos - Me - il cui ripieno è a base di pesce spada.
SFINCIONE
DI SAN VITO
Lo "Sfincione di San Vito" è una particolare pizza
che si gusta in Sicilia per la notte di San Silvestro. Gli ingredienti
sono:
-
un chilo di farina di grano duro,
- 500
grammi di patate,
- mezzo
litro di latte tiepido,
- 40
grammi di lievito di birra,
- sale.
In
un tegame occorre impastare la farina con le patate passate al setaccio,
il latte in cui è stato preventivamente sciolto il lievito
di birra ed un pizzico di sale. Occorre
battere la pasta con forza finchè diventa ben morbida ed
amalgamata.
La
pasta così ottenuta deve lievitate per un paio d'ore in un
recipiente capiente perchè essa tende a raddoppiare il proprio
volume e protetta da un coperchio ed una coperta di lana.
Si
unge e si infarina una teglia, preferibilmente rotonda e larga,
nella quale, a lievitatura ultimata, si stende uno strato di pasta
spesso un paio di centimetri. Si condisce con una abbondante dose
di salsiccia leggermente stufata e fette sottili di pecorino fresco
o caciocavallo e ricoprire con un altro strato di pasta. La superficie
va spolverata con pan grattato e un leggero filo d'olio.
La
pizza così ottenuta va cotta in forno a 200 gradi per circa
40 minuti.
IL
PANE
Anche il pane ha un ruolo importante nella tavola siciliana.
La sua preparazione, in base a forme particolari, si lega con numerose
feste patronali, a maggior ragione si evince che la sua presenza
nelle tavole natalizie è quasi scontata. Antiche
tradizioni a noi tramandate ci parlano del "cannizzu",
un recipiente di canna utilizzato per contenere il grano del quale
il pane prende il nome e la forma approssimativa. La pasta preparata
per il pane in questione è lavorata in modo da ottenere la
forma di semisfera alla quale si danno tre tagli trasversali in
modo che possa aprirsi lievemente per raggiungere una buona cottura.
Questa particolare forma di pane, che in genere pesa un chilo circa,
è preparata la Vigilia di Natale e consumato per la notte
di San Silvestro.
Una
seconda forma di pane, sempre del peso di un chilo e sempre consumata
per il pranzo di San Silvestro, è denominata "Uoi",
cioè buoi. Il nome deriva dalla forma stessa del pane ottenuta
dall'unione di due parti a forma di mezza luna che raffigurano due
buoi.
Un
tipo particolare di pane consumato abbondantemente durante le Vigilie
più importanti del periodo natalizio - per l'Immacolata,
per il Natale e per la notte di San silvestro - a Bagheria - Pa
- è lo "sfincione".
Non è la tradizionale forma di pane, ma una forma più
elaborata che può diventare quasi un piatto unico. La pasta
che lo compone è fatta lievitare due volte. Essa è
sciacciata lievemente con le mani e la si lavora in modo che assuma
una forma circolare. Al suo interno sono inserite tre sarde salate,
fette di pecorino fresco, mollica mista a pecorino grattugiato,
cipolla appassita in padella, origano e olio. Il pane così
ottenuto va cotto al forno.
Le particolarità di questo tipo di pane sono l'elevato grado
di morbidezza ottenuta con la maggiore presenza di acqua, la mancanza
della particolare crosta che caratterizza le altre forme di pane
e l'abbondante uso di olio per il suo condimento.
I
DOLCI
La dolceria siciliana è il settore privilegiato della gastronomia
isolana dove, meglio di ogni altro, si uniscono la fantasia soggettiva
del cuoco professionista o quella della più comune e popolare
massaia alla tradizione secolare isolana che presenta ancor oggi
le reminescenze delle dominazioni subite dall'isola. Le ricette
dei dolci siciliani preparati per le feste contribuiscono, con il
loro sfarzo ed ingredienti base come il pistacchio, la mandorla,
il miele, la cannella e lo zucchero, ad accentuare il clima eccezionale
della festa alla quale il dolce stesso è collegato, contribuendo
così ad accentuare il distacco dalla quotidianità.
Discorso
a parte merita la frutta secca. Da sempre essa simboleggia l'abbondanza
e la ricchezza nelle leggende popolari, si evince così come
essa ha un posto di primo piano nella dolceria siciliana prodotta
nel periodo natalizio.
Un
dolce che inaugura le festività natalizie è la "Cuccìa"
di Santa Lucia, pietanza preparata, appunto, per il 13 dicembre,
il giorno della festa patronale.
Gli ingredienti base sono 500 grammi di frumento tenero, 50 grammi
di ricotta fresca, 300 grammi di zucchero, 100 grammi di cioccolato
fondente, mezza bustina di vaniglia e il sale.
Il frumento va messo a bagno tre giorni prima della preparazione
del dolce; occorre cambiare l'acqua spessissimo. Il giorno prima
della preparazione del dolce, occorre scolare il frumento, metterlo
in abbondante acqua leggermente salata e cuocerlo a fuoco lentissimo
per sei/otto ore e lasciarlo riposare nello stesso tegame per l'intera
nottata. Il giorno seguente il frumento va scolato
accuratamente e messo da parte in una zuppiera. Intanto si prepara
la crema di ricotta cuocendo a fuoco moderato fino a lieve bollore
la ricotta e lo zucchero e, dopo aver fatto raffreddare il composto,
si aggiunge la cioccolata a pezzetti e la vaniglia. La crema così
ottenuta si aggiunge il frumento e si otterrà il dolce.
Altro dolce siciliano natalizio è il "Buccellato".
Una ricetta isolana prevede l'utilizzo di 500 gr. di farina, 4 uova,
200 grammi di strutto, 200 grammi di zucchero, 200 grammi di latte,
2 grammi di ammoniaca, scorza di limone, 300 grammi di conserva,
200 grammi di fichi secchi, 100 grammi di uva passa, 50 grammi di
nocciole, 50 grammi di mandorle, 200 grammi di noci, 100 grammi
di buccia d'arancia candita, 1 chiodo di garofano, miele e frutta
candita mista.
La ricetta prevede di impastare la conserva con l'uva passa, i fichi
secchi tritati, le nocciole e le mandorle pelate e tritate, la buccia
d'arancia candita a dadini, le noci spellate e tritate grossolanamente
ed il chiodo di garofano tritato finemente. Tutto questo serve per
la preparazione del ripieno.
La seconda fase della ricetta prevede di impastare la farina con
lo strutto, lo zucchero, il latte, la scorza di limone grattugiata,
l'ammoniaca e tre uova.
L'impasto così prodotto deve esser ridotto ad una sfoglia
rettangolare molto sottile che sarà poi farcito con la conserva
candita ed arrotolato in modo da richiudere la pasta a ciambella.
Il buccellato così prodotto deve esser adagiato su di una
teglia unta ed infarinata, spennellato con l'uovo battuto e cotto
al forno. L'ultimo tocco prevede di scaldare 4-5 cucchiaiate di
miele per
poi versarle nel buccellato in modo da renderlo lucido e la guarnizione
del dolce con della frutta candita mista.
Una
variante della ricetta appena citata è quella dei "buccellatini".
Gli ingredienti in questo caso sono: 1 kg di farina doppio zero,
600 grammi di fichi secchi, 350 grammi di zucchero, 10 grammi di
mandorle abbrustolite e tritate, 275 grammi di sugna, 100 grammi
di uva passa, una bustina di vanillina, una manciata di cioccolato
fondente, scorza di limone, di arancio e di mandarino, un cucchiaio
di miele, un bicchiere di caffè e 50 grammi di confetti di
zucchero.
Il ripieno si prepara macinando i fichi secchi, le scorze degli
agrumi e le mandorle spellate e tritate e mescolando il tutto con
il miele, il caffè tiepido ed il cioccolato a pezzi. Il ripieno
si lascia riposare.
La seconda fase della ricetta prevede di impastare la farina con
la sugna, lo zucchero e la vanillina. La pasta va stesa in una sfoglia
e ritagliata in due sagome speculiari con un motivo a scelta. Una
sagoma va usata come base del dolce, che deve esser bagnata leggermente
con un vino liquoroso, e la seconda come copertura. Si dispone un
pò del ripieno nella base e la si ricopre con la copertura
premendo nei bordi delle due sfoglie per farle aderire. Con un coltello
si possono rifinire meglio le sagome dei dolci così prodotte.
I dolci vanno riposti in una teglia unta d'olio e cotti al forno
già caldo a 180 gradi. I buccellatini appena sfornati devono
esser spennellati con gomma arabica o albume montato a neve e cosparsi
con i confetti di zucchero, lasciati raffreddare e serviti.
Un
altro dolce siciliano tipicamente natalizio è il "torrone".
Una variante di tale ricetta prevede l'utilizzo di un chilo di mandorle
e di un chilo di miele - oppure 700 grammi di miele e 300 grammi
di zucchero -. Occorre sbucciare e tostare al forno le mandorle
e metterle successivamente sul fuoco in una casseruola insieme al
miele - eventualmente insieme allo zucchero -.
Gli ingredienti si mescolano di continuo finchè non si rapprendono
bene.
Successivamente il composto si versa in un piano ben umido e lo
si taglia in base alla forma desiderata.
Un
dolce natalizio molto noto per il quale si hanno alcune varianti
nella ricetta è la "Cobaita". Gli ingredienti
che occorrono sono un chilo di semi di sesamo, 600 grammi di miele,
300 grammi di zucchero e 250 grammi di mandorle ben abbrustolite.
Occorre sciogliere il miele o lo zucchero in un tegame sul fuoco
e dopo si versano i semi di sesamo e le mandorle. L'impasto si mescola
contiunamente con un cucchiaio di legno finchè si raggiunge
l'ebollizione.
Quando il composto è amalgamato lo si versa su di un piano
umido e lo si spiana con un mattarello altrettanto umido finchè
esso raggiunge lo spessore di un centimetro circa, quindi lo si
taglia a quadrati o a rombi.
I "Nucatili" sono dei tipici biscotti natalizi.
Una variante di questa ricetta prevede una doppia lavorazione, una
per la pasta e l'altra per il ripieno.
Gli ingredienti per la pasta sono la farina e del miele. Occorre
far bollire il miele e versarlo tiepido nella farina da aggiungere
nella quantità necessaria per ottenere un impasto omogeneo
e morbido. Il tutto va lasciato riposare per circa cinque ore. La
pasta così ottenuta serve per ottenere delle listarelle larghe
circa 3-4 centimetri all'interno delle quali verrà versato
il ripieno. Quest'ultimo si prepara utilizzando noci e nocciole
sgusciate e lievemente tostate al forno, miele, scorza d'arancia
e cannella. Porre le noci e le nocciole in un tegame e farle cuocere
col miele, mescolando continuamente.
A metà cottura si aggiunge la scorza d'arancia tagliata finemente
e la cannella a piacere. L'impasto si cuoce, sempre mescolando,
finchè non si stacca dalle pareti della pentola.
Ultimata la cottura, occorre far raffreddare il ripieno e quando
è tiepido lo si pone nelle listarelle di pasta precedentemente
preparate, quindi si avvolgono tali listarelle in modo stretto in
modo che il ripieno sia completamente coperto dalla pasta, si da
al biscotto la forma di "S" e lo si decorara con un impasto
morbido di farina sciolta nel cacao caldo.
Per
preparare i "Mostaccioli" o "Mustazzola"
occorre un chilo di farina, scorza di arancia tritata, miele a volontà
ed un uovo. Occorre impastare tutti gli ingredienti per ottenere
una pasta compatta da tagliare successivamente in modo da ottenere
delle strisce di almeno un centimetro da tagliare ogni tre centimetri
circa. Tali strisce vanno infornate in modo da lasciarle scurire
e così si otterranno questi biscotti.
Le
frittelle, in dialetto denominate "Sfinci", hanno
il loro posto d'onore nella cucina natalizia siciliana.
Ad esempio, a Sortino si ha l'abitudine di condirle col miele e
gustarle proprio per il pranzo delle feste.
La ricetta prevede l'uso di 500 grammi di farina, 3 uova, 25 grammi
di lievito di birra, scorza di limone, zucchero a velo o miele e
olio per friggere.
Occorre impastare la farina con le uova, un pò di scorza
di limone grattugiata, il lievito diluito in acqua tiepida ed il
quantitativo d'acqua necessario per ottenere un impasto morbido.
Coprire l'impasto così ottenuto e lasciarlo lievitare in
un luogo tiepido. La pasta così ottenuta deve esser divisa
in piccoli pezzi a forma di ciambelline che vanno fritte in abbondante
olio bollente. Dopo la cottura, occorre scolare gli sfinci in carta
assorbente, decorarle con zucchero a velo o miele e servirle.
Un'ulteriore
variante di questo dolce, consumato sempre durante il periodo natalizio
nella Sicilia Occidentale, prevede un ripieno particolare per le
sfinci. Gli ingredienti per queste frittelle farcite sono:
800 grammi di majorca doppio zero, 800 grammi di acqua, 100 grammi
di sugna, 2 uova, 25 grammi di cremor di tartaro.
Si porta ad ebollizione l'acqua e vi si scioglie la sugna e la farina.
L'impasto così ottenuto va versato sul marmo, vi si aggiunge
il cremor di tartaro e lo si lavora fino ad ottenere una palla soffice.
In una pentola si scioglie la sugna per friggere; appena bolle vi
si versano pezzetti della pasta fatti a palline. Occorre batterle
durante la doratura mentre gonfiano in modo da creare un vuoto all'interno
della frittellae, a frittura ultimata, tale vuoto sarà riempito
aggiungendovi, con una siringa, crema di ricotta o crema pasticcera.
"L'Aranciata"
è un antichissimo dolce natalizio della Contea di Modica,
dolce che può esser preparato utilizzando scorze d'arancia
oppure, in alcune varianti, cedri, limoni, mandarini e mandaranci.
È un dolce che si può consumare singolarmente oppure
da utilizzare come decorazione per altri dolci.
Occorre sbollentare le scorze degli agrumi e lasciarle macerare
per un giorno, cambiando l'acqua più volte. Le scorze vanno
poi tagliate a strisce e sgocciolate. A fuoco dolce occorre preparare
lo sciroppo con un ugual peso di zucchero e quando comincia a caramellare
si uniscono le scorze e, dopo cinque minuti, si rovescia tutto l'impasto
su di una superficie piana unta di olio di mandorla. Quando il dolce
è raffredato, lo si conserva in un barattolo da chiudere
ermeticamente.
La
"Cedrata" è un altro tipico dolce modicano
consumato preferibilmente per il periodo natalizio. È un
torrone molto duro ottenuto cucinando scorze tritate di cedri ed
arance insieme al miele, cannella e vaniglia. All'impasto deve esser
data una forma rettangolare e lo si deve far raffreddare, ottenendo
così la sua caratteristica forma compatta.
I
"Dolcetti con fichi" sono un tradizionale dolce
natalizio siciliano che anticamente era offerto alla fine delle
novene natalizie.
Gli ingredienti da utilizzare sono: 1 kg di majorca doppio zero,
650 grammi di fichi secchi, 350 grammi di zucchero, 275 grammi di
sugna, 100 grammi di mandorle abbrustolite, 100 grammi di uva passa,
1 bustina di vaniglia, un pò di cioccolata, 1 scorza di limone,
1 scorza d'arancia, 1 scorza di mandarino, 1/2 bicchiere di caffè
liquido, 1 cucchiaino di miele.
Il ripieno si prepara macinando i fichi secchi, le scorze di agrumi
e le mandorle abbrustolite. Il tutto va riposto in un barattolo
dove si aggiunge anche la passolina, la cioccolata a pezzi, il miele
ed il caffè liquido; il tutto va mescolato e lasciato riposare.
Nel frattempo si impasta la farina sciogliendovi la sugna con poca
acqua calda alla quale va aggiunta lo zucchero e la vaniglia. L'impasto
va stirato e tagliato secondo delle sagome volute, come quelle rappresentanti
degli animali, che poi andranno ad accogliere il ripieno. Una volta
unita la pasta al ripieno, si attuano dei tagli a zig-zag sul dorso
in modo da far intravedere il ripieno e per dare una sorta di decorazione
al dolce.
I dolci vanno infornati e, a cottura terminata, vanno spennellati
con gomma arabica o albume d'uovo.
La
"cassata" è un dolce tipico siciliano conosciuto
in numerose varianti in base alla ricorrenza in cui si prepara.
Una variante palermitana preparata per il Natale richiede, come
ingredienti, il pan di spagna, la crema dei cannoli e la glassa
di zucchero.
Gli ingredienti per il pan di spagna sono: 100 grammi di farina,
250 grammi di zucchero, 8 uova, 25 grammi di burro, 80 grammi di
fecola di patate, scorza di limone e sale.
I tuorli delle uova vanno battuti in una casseruola insieme allo
zucchero finchè il volume iniziale si triplica. Si aggiunge
lentamente la farina, la scorza di limone grattugiata ed un pizzico
di sale. Passare la casseruola sul fuoco a "bagnomaria",
si mescola continuamente ed intanto si versano gli albumi montati
a neve, la fecola di patate ed il burro fuso. Il composto non va
portato ad ebollizione e quando è ben amalgamato lo si versa
in una pirofila rotonda di venticinque centimetri di diametro e
con i bordi alti 15 centimetri. Il tutto va cotto al forno moderatamente
caldo per quaranta minuti.
Gli ingredienti per il ripieno sono: 250 grammi di ricotta fresca
setacciata, 125 grammi di zucchero a velo, 20 grammi di dadolini
di frutta candita, 20 grammi di cioccolata amara a pezzetti, 12
scorze di arancia candita, 12 ciliege sciroppate, 30 grammi di pistacchio
verde tritato.
La ricotta va setacciata ed unita allo zucchero a velo, alla frutta
candita ed alla cioccolata.
La glassa o sciroppo di zucchero va preparata con lo zucchero fondente
sciolto a fuoco, ma evitando di raggiungere l'ebollizione, con poca
acqua ed un pizzico di vaniglia.
Per preparare la cassata palermitana occorre preparare una tortiera
di venticinque centimetri di diametro e di quattro centimetri d'altezza
sulla quale si ripone una fetta di pan di spagna che va ricoperta
con la crema già preparata; il tutto si ricopre con un'altra
fetta di pan di spagna.
Il prodotto così ottenuto va capovolto su di un disco di
cartone coperto con carta a pizzo, operazione da svolgere con molta
cura per evitare di rompere il preparato.
La cassata così ottenuta va decorata per intero utilizzando
la glassa di zucchero a velo tiepida e fatta asciugare. L'ultima
fase della ricetta prevede di guarnire la cassata con frutta candita
a fantasia.
Il
"Cuscus dolce" è una tipica ricetta agrigentina
natalizia. Si tratta di un dolce dalla forma rotonda o semisferica
preparato adagiando su di uno zoccolo di pasta frolla o Pan di Spagna
uno strato di conserva di pistacchio ed uno di crema pasticcera.
Il tutto è completato e fermato da un colletto di pasta reale.
Il tutto può esser arricchito aggiungendo all'impasto uno
o più vini dolci.
I "Cuddureddi" sono dei dolci natalizi tipici della
città di Grammichele - Ct -. Essi hanno la particolare forma
ad anello, il loro involucro è creato impastando farina,
acqua e zucchero ed il loro ripieno è costituito da un impasto
costituito da vino cotto, spezie, mandorle, cannella e canditi di
arance locali.
|
|